Claudio Mattone, la colonna sonora dell’Italia che canta

Compositore, autore, produttore ed editore, ha attraversato generi e generazioni, dando vita a vere e proprie icone della canzone del Belpaese. Dalla musica al teatro, dal cinema alla televisione, il suo genio ha tracciato un segno indelebile, come solchi incisi su un vinile destinato a suonare ad libitum. Pianista jazz raffinato, ha saputo fondere tecnica e sensibilità, attingendo alla tradizione culturale italiana e trasformandone l’essenza in canzoni che ci accompagnano ogni giorno come vecchi amici.

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Mazarin: the Italian genius who shaped the Baroque era at Louis XIV’s court

Giulio Raimondo Mazarin, an Italian-born diplomat and statesman, rose to prominence as Louis XIV’s trusted advisor, shaping 17th-century European politics and culture. A master of Baroque spectacle, he used art and diplomacy to consolidate royal power and elevate France’s global standing. Mazarin introduced Italian opera, amassed an extraordinary art collection, and founded lasting institutions like the Bibliothèque Mazarine. His legacy embodies the grandeur and contradictions of the Baroque era.

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“C’era una volta a Cerchio”, il libro che racconta la miseria dei contadini del ‘900

C’era una volta a Cerchio non è una storia di emigrazione, ma una delle tante storie di resilienza narrata da dentro, saldamente ancorata all’America – come veniva chiamata all’epoca qualsiasi area del continente a stelle e strisce – quel Nuovo Mondo che allora significava lavoro, soldi, riscatto dalla miseria, ma anche viaggi con il biglietto di sola andata.

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Barbara Di Mattia, l’anima abruzzese dietro lo spettacolo su Troisi

Parte dall’Abruzzo, e precisamente da Cerchio, in provincia dell’Aquila, uno dei fili che conducono a Troisi poeta Massimo, lo spettacolo in scena il 20 aprile 2026 alle ore 21 al Teatro Parioli Costanzo. A firmarne la produzione è infatti Barbara Di Mattia, di origini abruzzesi, protagonista di un progetto che porta sul palco romano l’eredità artistica e umana di Massimo Troisi.

Il suo contributo rappresenta molto più di una presenza dietro le quinte: è il segno di un legame territoriale che si inserisce in una produzione di respiro nazionale, capace di coniugare memoria e linguaggio contemporaneo. Un percorso che porta anche l’Abruzzo dentro uno spettacolo dedicato a uno dei più grandi interpreti della cultura italiana del Novecento.

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Maurizio Serra, l’uomo dei due mondi

Diplomatico di carriera, storico, scrittore, docente universitario, ha saputo unire l’esperienza diretta della politica internazionale a una profonda riflessione sul Novecento europeo, costruendo un percorso intellettuale in cui il rigore storico si accompagna a una rara sensibilità letteraria.
La sua vicenda personale e professionale si muove naturalmente tra due mondi: l’Italia, luogo della formazione, e la Francia, spazio della consacrazione culturale, dove è entrato a far parte dell’Académie Française, primo italiano nella storia accolto tra gli Immortels.

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Il mondo nuovo. Satira cicolana sull’avvento dell’elettricità

Prima dell’invenzione, il chiarore domestico tardo ottocentesco era così descritto: «La era una camera […] illuminata dalla fiamma rossiccia d’una lampada che pendeva dalla nera soffitta» (Venosta 1858: 481); è quindi evidente che il nuovo modo di illuminare non passasse inosservato. La satira si dipana attraverso un’inesauribile cascata di considerazioni meritevoli di nota, abilmente messe in bocca dal rimatore a mastru Ciccu e al suo compare Sabbante.

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